Come è andata a finire

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Ricordate la vicenda del pregiudicato E.Coppola detto Brutus, arrivato in soggiorno obbligato a Sorbara di Bomporto nel 2011, di cui oltre alla protesta del Sindaco, oltre ai diversi articoli di giornale usciti all'epoca, avevamo parlato anche noi:

http://www.bomporto5stelle.org/index.php?option=com_content&view=article&id=227:unaltro-camorrista-in-soggiorno-obbligato-no-grazie&catid=43:locali&Itemid=71

Ci sono buone notizie che fanno sperare che ce ne siamo liberati per un po' di tempo, come confermato da questo articolo tratto dalla Gazzetta di Modena:

BOMPORTO. Egidio Coppola, detto Brutus, il 54enne accusato di far parte dei clan camorristici che dal marzo dello scorso anno si trovava in soggiorno obbligato a Sorbara, è tornato in carcere. La Corte di Cassazione, hanno spiegato ieri i carabinieri del comando provinciale, ha infatti respinto il ricorso seguito alla condanna in appello a sette anni e due mesi per associazione a delinquere di stampo mafioso, emessa nei confronti dell’ex artigiano edile che tanto clamore aveva suscitato in paese.

A condannare Coppola, in questo frangente, era stata la Corte di Appello di Napoli. È scattato così l’ordine di carcerazione eseguito giovedì (6 dic. 2012) dai carabinieri di Bomporto.

 

 

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Aggiornamento sulla questione edificazione sulle aree protette in cui vi sono i pozzi di captazione AIMAG del nostro acquedotto:

blande e insufficieni le richieste di prescrizioni chieste dalla provincia (del quale ci eravamo fatti promotori anche attraverso il nostro comune) al Comune di Modena in sede di VIA (Valutazione impatto ambientale), che non fa presagire nulla di buono...

 ARTICOLO DELLA GAZZETTA DI MODENA

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Dopo la nostra mozione discussa durante il Consiglio Comunale del 13 febbraio (nella seconda parte della registrazione del Consiglio, troverete la discussione in oggetto), e dopo la lettura, da parte del Sindaco, di una comunicazione dell’Azienda Aimag (per voce dell’ingegner DeBattisti) in cui viene riportato il contenuto di una lettera indirizzata alla Provincia di Modena (lettera che, tra l’altro, non siamo ancora riusciti a reperire nella sua forma integrale) per esprimere preoccupazione relativamente al grande rischio di danneggiamento della futura produttività dei pozzi di via Aristotele, ribadiamo la nostra viva attenzione e preoccupazione sull’argomento.

Il primo in ordine cronologico a pronunciarsi, dopo il Consiglio, è Alfonso Del Pan, ex direttore generale di Aimag in pensione, che sostiene l’importanza e la necessità di tutela totale di quell’area. (QUI l’articolo del “Resto del Carlino” del 16 febbraio).

Risponde il giorno dopo l’Assessore Provinciale Stefano Vaccari, che asserisce che “Aimag gestisce il servizio, non sono proprietari dell’acqua”… verissimo, ma è altrettanto vero che, danneggiando le falde, verrebbero danneggiati irreparabilmente i veri “proprietari dell’acqua”, ovvero gli utenti (essendo l’acqua bene pubblico).

La voce più alta che si è fatta sentire è proprio quella dei cittadini, che il 28 febbraio hanno depositato le loro osservazioni al piano particolareggiato inviandole per conoscenza anche ai Sindaci dei Comuni interessati, compreso il nostro (ne trovate notizia QUI).

Ora ci domandiamo: che fine ha fatto l’impegno ad attivarsi presso la Provincia di Modena preso in Consiglio Comunale per “fare proprie le osservazioni” di Aimag, e per rimarcare i rischi connessi a tale urbanizzazione? Perché non ne è stata fatta comunicazione alla cittadinanza, dato che una presa di posizione sarebbe segnale di grande attenzione per la tutela di un bene comune, unico ed insostituibile quale è l’acqua potabile?

È vero che il Comune di Bomporto non è competente e non ci può esprimere sulle decisioni urbanistiche di un altro Comune, come ben ci ricorda il Sindaco prima della lettura, ma è anche vero che in primo luogo il Comune di Bomporto è azionista di Aimag S.P.A., e che quindi ha, a mio avviso, il diritto di far sentire la propria voce in merito. In secondo luogo, e questa è una ragione ancora più importante per farsi sentire, i cittadini del Comune si servono proprio di quei pozzi per avere acqua potabile. Se rimaniamo immobili e silenziosi di fronte a una pianificazione ritenuta pericolosa, secondo i pareri di Arpa e Aimag, e se, a seguito dell’esecuzione, venissero danneggiati irreparabilmente quei pozzi, che faremo? Ricorreremo alla potabilizzazione dell’acqua del Secchia? Un procedimento forse più costoso e dai risultati più discutibili? Nel caso, chi coprirebbe i maggiori costi, e i danni provocati alla cittadinanza dei comuni coinvolti? Il Comune di Modena oppure, come sempre, solo noi utenti?

Stefania Garuti

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